Giovedì 19 febbraio 2026, presso lo Spazio Obù – Fondazione Terzoluogo, nel cuore di Napoli, si è svolto l’incontro “Nino: il digitale per tutti”, un evento dedicato alla riflessione e alla sperimentazione di pratiche di inclusione digitale orientate alle persone. Tra gli interventi della mattinata, quello della Presidente di FederCentri APS, Elvia Raia, che ha portato il contributo dell’associazione all’interno di un confronto ampio e interdisciplinare sul ruolo delle tecnologie nella vita quotidiana, in particolare per le fasce di popolazione più esposte al rischio di esclusione.

L’iniziativa si è configurata come uno spazio di dialogo e di apprendimento esperienziale. Accanto ai momenti di discussione sui temi dell’accessibilità, della semplificazione e della cittadinanza digitale, si sono alternati laboratori interattivi e attività pratiche, culminate in una prima esplorazione guidata dell’applicazione MyNino. Quest’ultima è stata presentata come uno strumento concepito per accompagnare le persone nell’uso consapevole dei dispositivi intelligenti, riducendo le barriere cognitive e operative che spesso rendono il digitale percepito come distante o eccessivamente complesso.

Nel suo intervento, Elvia Raia ha sottolineato come l’inclusione digitale non possa essere ridotta a una mera questione infrastrutturale o tecnologica, ma debba essere intesa come processo relazionale e culturale. L’accesso ai dispositivi e alla connettività, pur necessario, non è sufficiente se non accompagnato da percorsi di alfabetizzazione, di supporto e di empowerment che tengano conto delle competenze, delle fragilità e dei bisogni specifici delle persone. In questa prospettiva, il lavoro svolto da FederCentri APS nei territori si colloca pienamente all’interno di una visione del digitale come bene comune, capace di rafforzare legami sociali, autonomia e partecipazione.

Il progetto NINO nasce proprio da questa esigenza: rendere la tecnologia uno strumento quotidiano, comprensibile e realmente utile. Reso possibile grazie alla Google.org Impact Challenge: Tech for Social Good, NINO è frutto della collaborazione tra Biblioteche Senza Frontiere Italia, Seedble, DataNinja e Università degli Studi Link, realtà che condividono l’obiettivo di generare un impatto sociale concreto attraverso soluzioni digitali semplici, accessibili e orientate alla vita reale delle persone. La sinergia tra competenze tecnologiche, educative e sociali rappresenta uno degli elementi qualificanti del progetto, che si propone di superare una concezione meramente tecnica dell’innovazione per abbracciare una prospettiva umanocentrica.

L’evento di Napoli ha rappresentato, in tal senso, un laboratorio di co-progettazione implicita: un’occasione per ascoltare esperienze, raccogliere feedback e riflettere su come costruire strumenti digitali che non producano nuove disuguaglianze, ma contribuiscano a ridurle. In un contesto in cui la trasformazione digitale attraversa in modo pervasivo ambiti quali la sanità, i servizi pubblici, la comunicazione e l’accesso ai diritti, il rischio di esclusione riguarda non soltanto le persone anziane, ma anche soggetti con bassa alfabetizzazione digitale, fragilità socio-economiche o percorsi migratori.

In questo quadro, la mattinata del 19 febbraio ha assunto un valore che va oltre il singolo appuntamento: essa si inserisce in un percorso più ampio di riflessione sul rapporto tra innovazione tecnologica e giustizia sociale. Progettare un digitale “per tutti” significa interrogarsi su linguaggi, interfacce, modalità di accompagnamento e governance dei processi tecnologici. Significa, soprattutto, riconoscere che la semplicità non è banalizzazione, ma risultato di un lavoro accurato di ascolto e di traduzione dei bisogni in soluzioni concrete.

FederCentri APS, attraverso la partecipazione della sua Presidente, ha ribadito il proprio impegno a favore di un ecosistema digitale inclusivo, in cui le tecnologie diventino strumenti di autonomia e di relazione, e non fattori di esclusione. L’incontro presso Spazio Obù ha mostrato come la costruzione di un digitale più comprensibile e accessibile richieda alleanze, competenze integrate e una visione condivisa. È in questa direzione che si colloca il progetto NINO: un percorso che mette al centro le persone e che invita a ripensare l’innovazione come pratica sociale, prima ancora che tecnologica.